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MOSTRA FOTOGRAFICA "ISTANTI DI NATURA"

Inserito il 22 agosto 2017 alle 14:23:00 da stefanosati. IT - News Attività ricreative

Da otto ore
a un ventimillesimo di secondo

C’è un rapporto ambiguo fra la fotografia e il tempo...

La prima fotografia al mondo risale al 1827 e furono necessarie ben otto ore di posa per realizzarla; ma il suo destino, fin dall’inizio, era quello di diventare l’arte dell’attimo, il modo di congelare il tempo.
I primi dagherrotipi richiedevano tempi di esposizione esageratamente lunghi, pertanto sarebbe stato impossibile fermare un’azione in movimento. Ecco perché molte fotografie del primo Ottocento ritraevano soggetti che fingevano di dormire oppure messi clamorosamente in posa. Solo ciò che era immobile poteva essere impressionato sulla lastra: paesaggi, edifici o cose. Tuttavia il desiderio di fotografare soggetti in azione era già così forte che a metà Ottocento i movimenti venivano falsificati: per simulare il vento, fili di seta invisibili alzavano i vestiti delle modelle oppure i personaggi fotografati venivano fatti rimanere immobili in pose tali da simulare il movimento. Ovviamente era indispensabile che i soggetti ripresi collaborassero con il fotografo.
A fine Ottocento fu un’emulsione di gelatina al bromuro d’argento che donò l’istantaneità alla fotografia: finalmente era possibile fermare il movimento di un’azione in una frazione di secondo... e da lì tutto cominciò.

Sono sempre stato affascinato dal potere espressivo e dall’immediatezza comunicativa della fotografia.
Per raccontare, il fotografo non ha a disposizione il tempo. Contrariamente alla musica o al cinema lo deve fare in un istante e per di più imprigionato all’interno del perimetro del suo fotogramma.
La fotografia ha ingredienti scarni, essenziali, ma che possono prorompere in un messaggio potente che diventa ancora più sorprendente quando i soggetti fotografati appartengono al quotidiano e sono sotto gli occhi di tutti.

Esasperare l’istante è la mia “sfida” e le fotografie che vi propongo sono il risultato dei miei tentativi ad oggi.
La mia vocazione naturalistica, poi, non mi ha certo aiutato a trovare soggetti collaborativi. Prevedere la traettoia di volo di una libellula per immobilizzarne le ali in un ventimillesimo di secondo ha richiesto anni di sperimentazione.

Fotografia e tempo. Che sia stata realizzata in otto ore o in un ventimillesimo di secondo la fotografia ha il potere di fermare la vita in un momento della sua esistenza che sarebbe inevitabilmente scomparso. Ma è tutta illusione: come l’istante che ritrae, essa stessa è condannata dal tempo a scomparire.


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