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La flora

Le Balze si inseriscono in un paesaggio che si è trasformato nel tempo e continua tuttora a cambiare per mano dell’uomo oltre che per l’azione più lenta degli agenti naturali. Le coltivazioni si sono estese in tutto il Valdarno nel corso dei secoli ed in modo particolare in quello ultimo, fino al secondo dopoguerra. Sia l’altipiano che il fondovalle erano coltivati intensamente. Ciò aveva ridotto tutta la vegetazione spontanea (boschi, macchie e radure) che adesso, in seguito all’abbandono generalizzato dell’attività agricola degli ultimi decenni, sta riprendendo il suo spazio, sebbene con elementi nuovi al suo interno, come le specie esotiche ed invasive (tra tutte Robinia pseudoacacia, Ailanthus altissima).

I boschi dell’area delle Balze sono costituiti da specie termofile ben ambientate alle condizioni climatiche del Valdarno, all’esposizione del rilievo e alla sua acclività che determina una minore disponibilità di acqua nel suolo. Per questo il leccio (Quercus ilex) è spesso la specie dominante, formante delle leccete in cui sono frequenti anche l’orniello (Fraxinus ornus) e la roverella (Quercus pubescens) e dove il sottobosco è povero, formato generalmente da specie sciafile quali, nello strato arbustivo, il pungitopo (Ruscus aculeatus), il viburno (Viburnum tinus), la fillirea (Phillyrea latifolia), il corbezzolo (Arbutus unedo), la rosa (Rosa sempervirens), il corniolo (Cornus mas), l’asparago (Asparagus acutifolius), la robbia (Rubia peregrina), il ginepro (Juniperus communis), Smilax aspera, Hedera helix e nello strato erbaceo, Luzula forsteri, , Brachypodium sylvaticum, Tamus communis, Viola reichembachiana, Oenanthe pimpinelloides, Asplenium onopteris, Cyclamen repandum, Helleborus bocconei, Carex flacca, Melica uniflora.

Questi boschi rappresentano uno stadio di transizione dalle leccete mediterranee ai boschi xeromorfi di latifoglie decidue.

 

In alcune zone è presente un bosco termofilo di roverella in cui il leccio, l’acero, il siliquastro, l’orniello ed il cerro possono essere presenti, mentre il sottobosco è generalmente costituito da arbusti mediterranei sempreverdi, come Lonicera etrusca, Crataegus monogyna, Spartium junceum, Carpinus orientalis, Coronilla emerus e da specie lianose come Rosa sempervirens, Clematis flammula, Smilax aspera. Nello strato erbaceo si trovano Brachypodium rupestre e Carex flacca.

 

Nelle zone più ombrose e fresche il cerro (Quercus cerris) si presenta in abbondanza e forma cerrete mesofile, benchè con qualche elemento mediterraneo.

La fisionomia è dominata da Quercus cerris accompagnato da Quercus pubescens, Quercus petraea con Fraxinus ornus, Acer monspessulanum, Acer campestre e, non di rado, Quercus ilex. Fra gli arbusti Phillyrea latifolia, Sorbus domestica, Cornus mas, Pyrus pyraster. Nel sottobosco sono molto frequenti Ruscus aculeatus, Rosa sempervirens, Rosa arvensis, Rubia peregrina; comuni tra le erbacee Buglossoides purpuocoerulea, Luzula forsteri, Melica uniflora, Melittis melyssophyllum, Stachys officinalis, Tamus communis e Asparagus tenuifolius.

 

Vi sono anche alcuni arbusteti, cespuglieti, radure e  prati che si alternano alla vegetazione forestale, spesso a causa delle modificazioni operate dall’uomo nel corso del tempo.

Tra le specie degli arbusteti vi sono il prugnolo (Prunus spinosa), il ligustro (Ligustrum vulgare), Pyracantha coccinea, Juniperus communis, Cytisus sessilifolius, Prunus spinosa, Rosa sempervirens, Rosa gr. canina, Crataegus monogyna e Cornus sanguinea.

Le formazioni erbacee sono caratterizzate dalla presenza di Bromus erectus accompagnato da specie tipiche dei substrati argillosi.

 

Si ritrovano anche pini e cipressi di origine antropica, in prevalenza su pascoli o boschi degradati e seminativi e coltivi generalmente nel fondovalle. Molte di queste aree sono dedicate a oliveti, vigneti e anche seminativi (mais, girasole, frumento e orzo). Inoltre ai piedi delle balze (sui materiali detritici) sono stati ricavati dei pascoli per ovini.

 

Lungo i corsi d’acqua o nelle aree attigue, interessate dalle piene oppure dall’acqua freatica di provenienza fluviale, vegetano specie dei boschi ripariali, che in molti casi formano corridoi forestali lungo i corsi d’acqua. Le specie che danno la fisionomia a questi boschi sono: il salice bianco (Salix alba), i pioppi (Populus nigra, P. alba) e l’ontano nero (Alnus glutinosa).

 

 


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